Rider Studio Tecnico – Ing. Ruggero Romano

Servizi di Consulenza Direzionale per la Qualità, l'Organizzazione Aziendale, la Sicurezza e l'Ambiente

Iso 9001_2015 _ i nuovi video per cominciare a lavorarci sopra….

aprile 9th, 2016

Appena pubblicati 3 nuovi video introduttivi alle iso9001:2015.
I video servono a far capire i principi fondamentali delle nuove norme ed il loro impatto sia sui Sistemi esistenti che su quelli di nuova concezione e implementazione.
Uno degli elementi di maggiore preoccupazione da parte delle aziende certificate o già in possesso di un sistema qualità, è quello di dover rivoluzionare la struttura documentale o addirittura l’intero sistema; in realtà i concetti innovativi della nuova norma consentono una maggiore agilità documentale e si concentrano su aspetti di gestione del rischio e di impatto sulle entità coinvolte (“parti interessate”) nel contesto operativo dell’azienda.
Sicuramente la nuova norma ha un livello di consapevolezza e maturità molto elevato e non mancherà di creare qualche difficoltà nel getsire il cambiamento in aziende che avevavo un sistema qualità piu’ formale che sostanziale.
Il coinvolgimento della Direzione è, questa volta, totale ed effettivo: non si potrà ottenere la conferma di una certificato senza la dimostrazione, coerente con i risultati e gli investimenti fatti per ottenerli, dell’impegno reale della direzione.
Ma i vantaggi saranno enormi !
Ecco i link ai video.
Video Iso9001-2015 prima parte
Video iso9001-2015 seconda parte
Video iso9001-2015 terza parte

ISo 9001:2015 – Evento e corso !!!

febbraio 21st, 2016

Pronto il nuovisismo corso ISO 9001:2015  e pianificato un evento formativo di grandisisma importanza per tutti .

Il corso prende in esame la nuova norma fornendo l’interpretazione dei singoli punti attraverso una lettura ragionata e commentata,ma anche con preziosi spunti pratici per poter attuare il passaggio alla nuova norma (o certificarsi ex-novo) .

L’esperienza come auditor e come manager in aziende di diverse dimensioni aziendali , nonchè gli anni di consulenza , sono il biglietto da visita del relatore e costruttore del corso : l’approccio PRATICO E APPLICATIVO sono l’elemento di successo per conseguire un reale vantaggio strategico .
Le grandi aziende multinazionali che guidano i mercati e ne orientano le normative di settore hanno influenzato in modo importante i contenuti della nuova iso 9001 che quindi assume un rilevante ruolo strategico : essere certificati iso 9001:2015 finalmente non sarà solo un “abbellimento” ,ma un vero e prooprio elemento di vantaggio…anche perchè non sarà cosi’ facile e automatico mantenere una certificazione secondo l’edizione 2008 per poi conseguire la conformità all’edizione 2015.
L’evento formativo è pianificato in Aprile e avrà un costo davvero promozionale per favorire la partecipazione di tutti,ma corsi personalizzati sono già prenotabili
Restate sintonizzati e contattate per informazioni  !!!!

ISO 9001-2015 : che fare ?

febbraio 11th, 2016

A fine gennaio 2016 (meno di 2 settimane fa) il numero di aziende che avevavo già fatto il passaggio alla nuova versione delle norme iso 9001 era davvero limitato.
Frequentando i corsi di aggiornamento dei vari istituti di certificazione e parlando con i vari responsabili dei settori ho ricevuto l’informazione che sulla nuova norma e sulle ipotesi di passaggio , da parte delle aziende , c’era un “silenzio assordante”.
Tutto sommato è abbastanza normale.
A nessuno piace essere il banco prova degli audit secondo una nuova norma, specie nel caso in cui la norma in questione è davvero radicale come cambiamenti rispetto alla precedente versione.
Pero’ , prima o poi questo passaggio le aziende certificate lo dovranno fare …sempre che intendano mantenere il proprio Sistema Qualità in essere.
Prima o poi….ma meglio prima ? o meglio poi ? e , soprattutto, COME ?

Ovviamente non esiste una regola fissa o una soluzione che vada bene per tutte le organizzazioni : ogni situazione costituisce un caso a se’; fidarsi di soluzioni generiche , di maghi della certificazione che vi garantiscano passaggi di certificazione rapidissimi e senza fare alcun cambiamento puo’ essere molto pericoloso.
Sono qui proprio per darvi consigli e suggerimenti e per affiancarvi in questo passaggio studiando la soluzione piu’ SOSTENIBILE per voi, la vostra azienda, i vostri collaboratori.
Sfatiamo pero’ alcune false leggende.
1- “In fondo la nuova norma non cambierà nulla…” – FALSO . la nuova norma iso 9001-2015 cambia in modo radicale l’approccio alla gestione della Qualità e diventa una sorta di “accreditamento di buona conduzione aziendale”.
la responsabilità della Direzione si accresce di contenuti e si allarga il perimetro di influenza sulla Qualità che rappresenta non solo il Sistema con cui l’azienda funziona,ma la vera e propria guida dei processi orientati alla soddisfazione del Cliente e al successo dell’azienda.

2- “Dobbiamo rifare tutto da capo” – FALSO : per buona parte il Sistema 2008 puo’ essere tenuto in essere e, anzi , snellito e alleggerito di documenti e procedure che oggi, con la nuova edizione , non sono piu’ obbligatori.

3- “Meglo aspettare un po’ prima di fare il passaggio …” – DUBBIO : dipende molto da quanto il Sistema iso 9001-2008 sta funzionando e da quando avete fatto gli ultimi aggiornamenti “importanti” . Un Sistema un po’ datato probabilmente richiede un’analisi attenta del suo stato di salute per capire se si è in grado di approcciare già la nuova norma o meno. In ogni caso sarebbe sbagliato pensare che avviare un percorso di passaggio di certificazione già oggi sia rischioso e imprudente: al contrario puo’ essere piu’ semplice “passare l’esame certificativo ” oggi che ancora non c’e’ una “guida interpretativa” condivisa sulle modalità di esecuzione degli audit secondo la 2015 , che non fra 2 o 3 anni quando ci sarà la congestione delle scadenze dei termini.

4-“Forse è il momento giusto per non rinnovare la certificazione e lasciarla morire…”  FALSO: il problema della crisi (e i recenti andamenti della Borsa non stanno certo rasserenando gli animi…) sicuramente induce diversi imprenditori a fare saving tagliando i costi di certificazione e di consulenza per la Qualità. Anche se chiaramente sono “parte interessata” non mi sento di condividere questa scelta perchè in un mercato sempre piu’ instabile le uniche caratteristiche che consentono di operare con stabilità e sviluppi sono quelle che garantiscono servizi e prodotti di elevate prestazioni, un brand solido e riconosciuto e strutture stabili e consolidate. In quest’ottica la nuova iso 9001 certifica almeno 3 (su 4) di questi elementi.

Non resta quindi che scegliere la tattica, il “come” approcciare il progetto di upgrade alla iso 9001-2015 …e per questo vi consigliamo di contattare la mail o il nostro teefono e di seguire i prossimi video che saranno pubblicati !
A presto

 

Le PERSONE : il Vero Valore

gennaio 8th, 2016

Questo 2016 sarà per me e per la mia attività incentrato su un tema importante; lo è sempre per me , ma quest’anno ho deciso di farne una bandiera , un’ideale….
Il tema è il Valore delle Persone.
L’idea , lo confesso , mi è stata ispirata leggendo una frase attribuita a Richard Branson , fondatore e proprietario della Virgin.
L’approccio di Branson ribalta anche un po’ il concetto di Qualità : il proprio dipendente viene PRIMA del Cliente.
E’ forte come approccio ed in forte controtendenza rispetto agli ultimi 20 anni almeno.
Ma forse è un modo giusto di vedere le cose.
Chi realizza un prodotto o un servizio è la Persona ; se questa persona è felice del suo lavoro e ci si appassiona , sicuramente rìtrasmetterà questa felicità fino al Cliente.

Attenzione ! Non è solo un approccio valido in mercati e aziende dirette ai final user o final consumer…vale anche nel business to business !
Il Valore di un’Azienda è le persone che la formano, che interagiscono con l’azienda, che vivono contatti e rapporti .
Mettere investimenti nelle persone preoccupandosi della loro formazione, del loro stare bene, della loro crescita professionale ed anche economica, del loro sentirsi parte di una squadra e della consapevolezza di creare qualcosa di importante per il Mondo , tutto cio’ , crea i presupposti per il successo.

Un’azienda fatta di persone che possono anche essere valide tecnicamente o professionalmente, non cresce se queste persone sono demotivate, rese false e ipocrite da un ambiente opportunista e di piaggeria, non valorizzate sul piano della loro creatività e operosità.
In questi ambienti prolifera il pettegolezzo, la polemica, l’invidia …
Tutto il contrario di cio’ che serve per essere Squadra , per costruire vittorie.
In certe situazioni si pianifica il fallimento: le persone piu’ capaci e sensibili cedono e vanno via , impoverendo di contenuti e know how l’azienda , che è costretta a rimpiazzarle avendo perso soldi , tempo ed esperienza …spesso poi i rimpiazzi richiedono mesi e mesi (se non anni) per diventare realmente produttivi …
Le PERSONE sono il Valore di un’azienda.
Dobbiamo comprendere che costruire risultati eccezionali si puo’ fare costruendo team forti in cui la risultante dei singoli contributi è molto maggiore della somma dei singoli apporti.
Questo è possibile lavorando sulla formazione delle persone , sul loro carattere, su un codice etico aziendale, sulla Qualità delle funzioni e dei processi .
La storia delle aziende di successo è fatta di Persone : perchè solo le Persone che mettono le idee, le condividono, le realizzano .
Buon 2016 a tutti !

Un nuovo anno, un nuovo inizio … Tanti Auguri da Rider Studio Tecnico !!!

dicembre 13th, 2015

Sta per chiudersi un 2015 che sicuramente non è stato un anno facile e quello che ci aspetta , il 2016, temo non sarà piu’ semplice.
In realtà il tempo è una struttura circolare , non ha una fine e un’inizio, e il primo gennaio 2016 sarà solo il giorno seguente del 31 dicembre 2015: non è il cambio di un foglietto del calendario a far cambiare le cose.
Le cose cambiano se siamo noi a cambiare .
Nel corso del 2015 ho visto accadere diverse cose non belle e la fine della crisi, che alcuni politici stanno dichiarando come slogan, credo che sia solo… uno slogan politico. Nulla di piu’.
La crisi è, ora piu’ che mai , una crisi di Valori, di Imprenditoria nuova, di Coraggio, di Onestà. I recenti scandali legati alle banche aiutano a capire in che situazione si trovano ad agire anche le aziende ed i lavoratori : un’ambiente caratterizzato da difficoltà ancora enormi , rese ancora piu’ terribili da sfiducia e disonestà.
Se vogliamo che il 2016 sia davvero diverso dal 2015 non dobbiamo cambiare anno , dobbiamo cambiare noi e…paradossalmente , tornare al passato.
Dobbiamo tornare a credere che le aziende non sono strumenti del capitalismo per fare soldi,ma mezzi per costruire lavoro e benessere.
Dobbiamo tornare a fare formazione, a riconoscere che abbiamo molto da imparare e ci serve tanta umiltà.
Dobbiamo ritornare al Valore dell’Onestà, al riconoscimento della “giusta mercede” , della dignità del lavoro, della cultura, della persona.
Il 2015 sta decretenado il fallimento del “valore” denaro : il denaro era , è e resta uno strumento e non un fine !
Se vogliamo cambiare il 2016 dobbiamo pensare a costruire un nuovo anno  ed una nuova epoca  diversi , basati su una visone piu’ ampia , meno egoistica, piu’ semplice e piu’ vicina proprio a quelle cose che non si comprano : Dignità, Onestà, Qualità.

Per costruire un buon anno nuovo , cominciamo a costruire Felicità.
Buon Natale e Buon Anno a tutti !

 

L’uovo di Colombo: ovvero dipendenti piu’ felici = risultati migliori

novembre 29th, 2015

A fine dicembre saranno 9 anni che svolgo il lavoro di advisor aziendale in Qualità, Sicurezza e Organizzazione Aziendale.
In questi anni (e ancora prima quando ho lavorato come manager dipendente di varie aziende di dimensioni media, grande  e piccola) uno degli elementi di successo che avevo individuato era proprio quello della FELICITA’ del dipendente.
E parallelamente vedo ancora (come allora) una grande superficialità da parte delle direzioni aziendali su questo fattore di successo. Anzi spesso sembra proprio che i musi lunghi in azienda siano considerati un “must” : sorridere o addirittura ridere è considerato indice di scarsa serietà e di atteggiamenti poco professionali e attenti sul lavoro.
Niente di piu’ sbagliato.
Il personale soddisfatto è quello che si impegna di piu’.
L’insodisfazione o peggio, l’infelicità del dipendente , è una leva demotivante fortissima che spesso determina risultati (e conseguenze collaterali) devastanti.
Spesso poi determina anche una forte spinta alla ricerca di alternative e quindi, nel tempo, le aziende si svuotano…. Ovviamente i soggetti che abbandonano l’azienda sono quelli con maggiori caratteristiche professionali attratttive sul mercato dle lavoro (specie in questi tempi di crisi): in poche parole “sono sempre i migliori che se ne vanno !”
E di conseguenza sono i mediocri  cherestano, abbasando sia il livello qualitativo e culturale dell’azienda, sia i risultati.
Ecco perchè mi piace segnalarvi attraverso il link un interessante articolo riguardante la riduzione dell’orario di lavoro che si sta attuando in Svezia, Paese nel quale ho avuto occasione di lavorare e che ho trovato sempre molto evoluto nella getsioen del personale e del lavoro. Buona lettura e…. buona meditazione: ricordatevi che i modi per migliorare il livello di Felicità in azienda non passano solo dal ridurre l’orario di lavoro,ma ce ne sono tanti (e spesso costano poco o sono dei veri e propri investimenti con ritorni economici interessanti)   : chiedete e vi rispondero’

 

http://news.leonardo.it/svezia-si-lavora-sei-ore-per-produrre-di-piu-e-vivere-meglio/?utm_source=Facebook&utm_medium=link&utm_campaign=Facebook:+Leonardo&utm_content=Svezia:+orario+di+lavoro+ridotto+a+sei+ore+|+News.Leonardo.it

il “piano B”

ottobre 30th, 2015

Il piano B

 

Una delle situazioni piu’ drammatiche che si realizzano in moltissime aziende e attività si verifica per l’assenza del piano B.

Cos’è il piano B ?

Il Piano B è una soluzione di riserva, spesso detta anche soluzione di backup, che dovrebbe essere valutata per tenere in considerazione la prima legge di Murphy : “Se qualcosa puo’ andare male, lo farà”.

Ho verificato con mano che anche professionisti e manager del project management , cioè della gestione di attività correlate finalizzate al conseguimento di obiettivi e soluzioni, dimenticano di fare un piano B.

Il risultato è che , se le cose vanno male (o non completamente bene) le conseguenze sono devastanti.

Il piano B è il paracadute di riserva, il freno a mano, la scialuppa di salvataggio : non ti garantisce il risultato perfetto,ma “ti salva la vita” ..il che, aziendalmente parlando,  vuol dire non avere perdite economiche ingenti, non perdere clienti, non perdere opportunità, non fallire !

Eppure l’entusiasmo per un progetto che appare, sulla carta , perfetto porta questi “professionisti mega esperti” a non considerare l’ipotesi di failure in qualcosa.

Anzi , spesso  le persone che osano proporre piani di scorta a fronte di possibili evenienze negative sono tacciate di negativismo e…di portare pure jella !

Il piano B va invece preparato e studiato con MOLTA attenzione . Perché sarà l’ultima speranza e l’unico al quale aggrapparsi: se facciamo il paragone con le attività citate , non si risparmia tempo a bordo di una nave evitando di controllare che le scialuppe di salvataggio siano in ordine , dotate dei viveri e dell’attrezzature di emergenza e completamente funzionali.

Ci sono stati casi famosi in cui scelte tanto scellerate sono state fatte ,il Titanic ad esempio , per il quale la certezza dell’inaffidabilità sembra abbia indotto gli armatori a liberare spazio diminuendo il numero di scialuppe di salvataggio a favore di maggior posto per passeggeri e carico.

Anche a livello di attività aziendali capita, ahime’ con frequenza alta oltre l’immaginabile, che si adottino comportamenti simili : acquisizione di ordini ingenti da un unico cliente con ripercussione sulla distribuzione del fatturato  sbilanciata, tempistiche troppo compresse su attività critiche, piani di project management troppo complessi o inadeguati alle effettive risorse aziendali, investimenti eccessivi senza garanzie adeguate, gestione di pagamenti  troppo comprensiva dei clienti, scelta di fornitori fatta con eccessiva fiducia o senza una adeguata verifica delle capacità tecnico produttive…..

Il problema è che , da esseri umani, siamo troppo psicologicamente condizionati a tutelarci nella nostra zona di confort , cioè non accettiamo di considerare l’ipotesi che qualcosa possa andare male nei nostri piani perché l’idea di un insuccesso e delle conseguenze ci fa paura.
Non considerare questa ipotesi di errore è di per se stesso un errore gravissimo .

La mancata considerazione del livello di rischio di un’attività è incoscienza , non temerarietà.

Il fissare obiettivi troppo ambiziosi senza una valutazione sull’effettiva raggiungibilità con le risorse a disposizione non è pro attività, è stupidità.

Il considerare un piano B non è disfattismo, è cautela e valutazione del rischio.

Dove il piano B diventa un problema ?

Il piano B diventa un problema quando diventa l’alibi per non perseguire il piano A, quello principale.

Ci sono infatti situazioni aziendali in cui la cautela diventa un eccesso per evitare di fare cambiamenti e rischiare.
Ci si dimentica che “IMPRENDERE” vuol dire anche “RISCHIARE” ,ma rischiare non significa azzardare .

Le decisioni che devono essere alla base dei piani di project management devono essere basate su dati di fatto, dati oggettivi , elementi concreti …e non sensazioni.

Non fidatevi di chi decide ad intuito o col solo” sesto senso” : la vita di un’azienda non puo’ essere legata ai salti della pallina della roulette !

Occorre quindi porre un limite, una barriera ben definita e chiara (e condivisa) sul livello di rischio accettabile , cioè quali sono le conseguenze piu’ gravi che posso accettare.

Vediamo un esempio: un amico mi consiglia di fare  un investimento in borsa perché ci sono azioni di una società che stanno crescendo a dismisura.
In banca ho a disposizione in totale 50000 euro.
Quanto investirò in quelle azioni che mi dicono aumenteranno il loro valore di oltre il 50% ?
Se gli unici dati che ho oggettivamente a disposizione sono il consiglio dell’amico , rischio di prendere una decisione basata su dati oggettivi scarsi e insufficienti.
Se inoltre non ho competenze specifiche di trading (e quindi non so leggere i dati di borsa, gli andamenti dei listini e gli indici ) la mia decisione è molto vicina  al… puntare al tavolo verde della roulette o dei dadi.
A questo punto quanto investo (“punto”) nella speculazione di borsa ?
Se punto 40000 euro  con la prospettiva di guadagnarne 20 o 30mila sicuramente un risultato positivo cambia la mia situazione economica,anche se non mi cambierà la vita perché comunque il guadagno anche ingente non è una fortuna .
Viceversa la vita mi cambierebbe (e parecchio) se l’investimento andasse male!

I prerequisiti alla decisione di rischio quindi sono anche legati alle risorse interne di sicurezza che vogliamo garantirci, alle nostre competenze, alla disponibilità di avere dati.

Nonostante tutti ,ne sono certo, condividano quanto appena esemplificato, capita spesso di assistere a decisioni aziendali prese anche dal top management  basate su:

  • dati inesistenti
  • incompetenza tecnica sull’argomento su cui decidere
  • assoluta inconsapevolezza su conseguenze di tipo  economico, legale, produttivo … di un eventuale errore
  • eccessiva self confidence e ottimismo
  • sottovalutazione dei pareri esterni

Vi lascio immaginare gli esiti infausti di tali decisioni : da perdite economiche “stellari” al fallimento dell’azienda.

Purtroppo tali decisioni sono prese anche in modo non etico : chi fallisce è l’azienda, non chi ha deciso che spesso, anzi, riesce anche a ottenere emolumenti in “buona uscita” notevoli…mentre chi perde il lavoro sono le classi meno forti o meno tutelate.

Quindi la programmazione di un Piano B è anche una specie di obbligo etico –sociale.

Diffidate da quei manager che sottovalutano l’importanza del Piano B :sono un po’ come il padrone del 4° cane di una nota canzone di De Gregori : non sa dove andare, comunque ci va !

Ricordatevi che il piano B è una spesa in termini di investimento di tempo e di risorse assolutamente irrisoria rispetto al danno che si puo’ generare (e subire) dal non averlo in caso di necessità.
 

Rider Studio Tecnico – Ing. Ruggero Romano

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