Rider Studio Tecnico – Ing. Ruggero Romano

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La Ferrari in garage - Rider Studio Tecnico - Ing. Ruggero Romano

La Ferrari in garage

10 luglio 2017

“…L’apprendimento non avviene spontaneamente . L’apprendimento deve essere gestito .Ricordate chel a velocità di un’azienda non è determinata da chi corre piu’ forte, di più bravi ,ma da chi è più lento , dai meno dotati. I leader dovrebbero assicurare il continuo trasferimento di conoscenze abbattendo gli steccati che dividono un settore aziendale dall’altro ….
… Tuttavia creare un ‘ organizzazione in grado diapprendere non è sufficiente. I clienti non pagano le aziende –neanche le università a dire il vero- per la loro capacità di apprendimento . Aprono il loro portafogli per strutture che insegnano. Per questo motivo , in un mondo dove tutto accade in tempo reale, è necessario dimunuire il tempo che trascorre dal momento dell’intuizione al momento dell’out put – – << Principale vantaggio competitivo delle aziende è saper tradurre rapidamente le conoscenze acquisite in azioni concrete >> dice Jack Welch della GE . “

Queste parole sono tratte dal libro “Funky Business “ di Jonas Ridderstråle e Kjell Nordström ,due geniali economisti svedesi che , con preveggente intuizione scrissero questo testo nel 1999 !!!
Farete fatica a trovarlo anche se esiste una edizione italiana della Fazi editore ma ve lo consiglio : la ricerca ne vale davvero la pena!

Puoi avere anche una Ferrari in garage ..se non sai come si mette la retromarcia non ci vai da nessuna parte !


La cosa sconvolgente è che quanto riportato è assolutamente vero, eppure,almeno in Italia , assolutamente incompreso e inapplicato.
Gli aspetti di formazione, l’imparare ad imparare e soprattutto a trasformare la conoscenza in azione , sono ben lungi dall’essere applicati.
Le ricerche di personale sono volte a individuare persone con profili professionali brillanti,ma poi non si vuole pagare e si ricorre a profili decisamente meno formati che , ovviamnete, finiscono per rallentare l’azienda anziché imprimerle velocità.
Il risultato è che si continua a “ fare la produzione” con gli stessi concetti della PRIMA rivoluzione industriale, quando la manodopera era poco di piu’ che forza motrice …
Patetico .
E ridicolo .
Perché troppe aziende pensano di poter uscire dalla crisi acquisendo ordini a prezzi risicatissimi e producendo a costi bassi . Innovazione ??? ZERO !
Vantaggiocompetitivo ??? ZERO ASSOLUTO !!!

Il tessuto economico italiano basato in gran parte sulla piccola e media azienda non riesce a risollevarsi perché non investe in cultura e formazione.
In momenti di paura (non di crisi ,attenzione, ma solo di paura …) i primi costi che vengono tagliati sono quelli di formazione , consulenza e qualità.
Praticamente come se ad un malato si togliessero le medicine per poter fare “saving” !
Le piccole aziende italiane scelgono , più o meno consapevolmente , di rimanere piccole …anche di testa .
Nei rari casi in cui sono stati fatti innesti di talenti e di esperti, di giovani usciti dalle università, spesso questi talenti vengono lasciati marcire in mansioni di routine che non hanno nulla di innovativo e di creativo e , dopo poco , o vengono dismessi o se ne vanno .
Sono molto rattristato e demotivato dall’assistere a testimonianze continue di questo tipo.
E poi ci si riempie la bocca parlando di Industry 4.0 senza rendersi conto che per gestire questa nuova rivoluzione industriale occorreranno risorse preparate non solo nel guidare queste nuove meravigliose macchine ,ma soprattutto con le competenze strategiche per indirizzarle verso le nuove mete .
Quello che sto vedendo si potrebbe visualizzare metaforicamente come un signore che si compra una Ferrari ; alla consegna gliela parcheggiano in garage col muso rivolto alla parete . E questo signore non sa come si mette la retromarcia , non puo’ uscire dal garage , spinge sul gas a mille per far rombare il suo motore ma continua a spingere con il muso contro il muro.
Ed è convinto di avere un mezzo innovativo, potente, efficace …ma non ha nessuno che gli insegna a mettere la retro per uscire dal garage .
Il “bello” è che c’è tanta voglia di cambiare e di cambiamento .
Ma per cambiare bisogna modificare il proprio modo di pensare , fare scelte che non si è mai fatto , lasciarsi guidare e avere il coraggio di fidarsi di chi ha esperienze (plurale) , competenze (plurale) , conoscenze (plurale) e studi (plurale) alle spalle.
E invece si sente dire “è sempre andata bene cosi’” .
E la cosa tragica è che te lo dicono quelli che , guardando indietro, guardando a “come è andata bene ieri” non si accorgono di aver già fatto il passo nel baratro !
Non fate questo errore .
E per cambiare apprendete e diffondete l’apprendimento , tarsformando il sapere e la conoscenza in azioni !
Non ci sono altre strade .
Per iniziare un grande viaggio in avanti…si deve partire mettendo la retromarcia per uscire dal garage: paradossal e vero ?!?!

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