Il decreto 81/08 prevede che siano erogati corsi sulla sicurezza del lavoro a tutti i livelli aziendali.
Alcuni corsi sono “normati” cioè devono rispondere a precise regole sui contenuti, la durata e la destinazione : si tratta, ad esempio, dei corsi per RLS, per datori di lavoro, per RSPP …
Altri sono invece destinati a figure piu’ operative o a funzioni specifiche o ,ancora , a rischi ben determinati; fanno parte di questi ultimi i corsi relativi a carrelli elevatori, dpi, caduta dall’alto, ecc…
Ho erogato diversi corsi sia direttamente (come Rider Studi Tecnico) sia come docente di organizzazioni preposte alla formazione (quali quelle delle associazioni artigianato ad esempio).
L’esperienza è stata sempre molto gratificante grazie alla partecipazione fattiva ed interessata degli operatori delle varie aziende.
L’unica cosa che è mancata è stata la presenza di responsabili aziendali: raramente infatti in aula si è presentato un dirigente o semplicemente un responsabile o un preposto. Perchè ?
Si tende troppo facilmente a considerare questi corsi come destinati solo al personale operativo, cioè a chi sta in officina, in cantiere, in magazzino o su un carrello elevatore e invece non è cosi’.
Pochi sono i preposti (capo-officina ad esempio) che sono consapevoli dei rischi connessi alle attività di lavoro dei loro sottoposti. E ancora meno sono i responsabili ch esanno a cosa possono andare incontro in caso di infortunio di un proprio collaboratore dovuto , ad esempio, al mancato utilizzo di uno specifico DPI o alla mancata osservanza di una prescrizione di sicurezza.
In questi casi si evidenzia spesso che la causa di infortunio è spesso riconducibile ad un caporeparto che non ha vigilato o che, addirittura, ha spinto l’operatore a svolgere la propria mansione in deroga alle prescrizioni sulla sicurezza.
In aula quindi non è raro sentire la testimonianza di lavoratori che quando richiedono i DPI o quando segnalano un disservizio o un’anomalia di funzionamento su un carrello elevatore vengono “sollecitati a non far perdere tempo e lavorare !”
Siamo lontani dalla cultura per la sicurezza tipica invero dei Paesi anglosassoni o tedeschi nei quali, ad esempio, appena varcata la soglia di uno stabilimento produttivo venite dotati di DPI usa e getta per i visitatori.
Ci sono realtà simili anche in Italia (ad esempio nel settore petrolchimico) ma nella piccola e media azienda la Sicurezza del Lavoro è ancora poco compresa.
Fortunatamente le cose stanno cambiando, ma l’approccio è sempre quello di fare formazione solo all’operatore e non riuscire quasi mai a portare in aula anche chi ,di quell’operatore, risponde in termini di incolumità e operatività.
L’augurio per il prossimo anno 2011 è che una maggiore sensibilità porti ad una diffusione della cultura della sicurezza vista come elemento strategico di prevenzione e quindi di efficienza anche operativa, cui devono collaborare tutte le figure aziendali : tuteblu, colletti bianchi, responsbaili e dirigenti.