Rider Studio Tecnico – Ing. Ruggero Romano

Servizi di Consulenza Direzionale per la Qualità, l'Organizzazione Aziendale, la Sicurezza e l'Ambiente

MECSPE 2018 : un ‘occasione per incontrarsi

19 marzo 2018

Rider Studio parteciperà ad un seminario organizzato da CNA Regione Emilia Romagna nel’ambito della fiera MECSPE 2018 a Parma .
Il seminario si svolgerà il 23 Marzo e partecipero’ come relatore su un argomento sempre di grande attualità cercando di aiutare le PMI a comprendere l’importanza della Qualità secondo le nuove Iso 9001:2015 e , soprattutto, a capire come sfruttare questa norma per acquisire vantaggi e competitività in un mercato sempre piu’ complesso , mutevole e veloce.
Sarà un momento di incontro con le piccole e medie imprese alle quale mi rivolgo nel mio lavoro proprio perchè rappresentano il tessuto produttivo e innovativo italiano piu’ fervido e vitale e , nel contempo, quello spesso più vessato e maltrattato.
Il mio FOCUS è sempre stato su questo tipo di impresa che ha più bisogno non di creatività ed innovazione per i suoi prodotti, quanto di organizzazione e Qualità percepita dai propri Clienti (che spesso sono aziende di dimensioni maggiori e caratterizzate da un elevato livello di cultura di Qualità ed esigenze molto specifiche).
Il vantaggio per le PMI nell’adozione di sistemi ispirati alla nuova norma iso 9001 è enorme.
Provate a chiedervi ad esempio :
-siete realmente consapevoli di dove invetsite il vostro denaro in impresa ?
– come potete essere sicuri che glii nvetsimenti renderanno ?
– quali sono gli elementi che vi fanno perdere opportunità e clienti nei confornti della concorrenza ?
– è davvero cosi’ importante avere un sito internet aggiornato ?
– quali sono i partner di successo ?
– tutti i clienti sono davvero cosi’ importanti ?

A questi dubbi , se volete cominciare a darvi risposte, potreste trovare nel Seminario al MECSPE 2018 una valida fonte di ispirazione, soluzioni e idee !
Vi aspetto !!!

seminario MECSPE 2018

Discorso di fine anno …

31 dicembre 2017

Se penso al 2017 le parole che mi vengono in mente non sono …belle.
E’ vero che spesso tendiamo a ricordare solo il peggio dell’anno passato perchè i ricordi sono troppo giovani per svanire rapidamente: occorrono molti anni perchè le “ferite” si possano rimarginare e svanire anche come ricordi; se ci fate caso abbiamo ricordi quasi esclusivamente positivi della nostra infanzia e dell’adoloscenza,mentre dell’anno appena trascorso facciamo fatica a ricordare i momenti belli e potremmo fare un elenco lunghissimo delle difficoltà affrontate.
Eppure se ci mettessimo un foglio bianco davanti e lo dividessimo in due colonne , “buoni” e “cattivi” , come si faceva alle elementari alla lavagna , segnando gli episodi positivi e quelli negativi, vi garantisco che la lista non sarebbe tanto sbilanciata a favore degli ultimi.

Tuttavia di questo 2017 mi vengono in mente 3 parole : “presunzione”, “egoismo” e “ingratitudine”.
Nei momenti di difficoltà vera la gente diventa umile, ma appena la tempesta è passata , tutti si sentono in grado di fare da soli, di poter contare su se’ stessi, sulle proprie forze.
E sarebbe bello , sarebbe il mio obiettivo personale quello di costruire soluzioni sostenibili che danno alle aziende autonomia e sicurezza (di gestone, di sviluppo , di crescita ).
Ma in certe situazioni che ho potuto vedere (e in alcuni casi vivere) non è stato cosi’.

Si è voluto accelerare processi che erano solo appena nati, oppure si è rinunciato a coltivare progetti perchè i risultati arrivati non sono stati giudicati all’altezza delle aspettative (in verità molto elevate in termini di tempi di ritorno e di dimensioni).
In quelle situazioni qualcuno si sente pronto a fare da solo, non ha piu’ bisogno di consigli o consulenti, può decidere e agire in autonomia; peccato che non sia cosi’ , perchè mancano basi, esperienza, conoscenza e competenza.
In quei casi “qualcuno” crede che si possa ottenere tutto solo con le parole , che la formazione non serve e fa perdere tempo, che le competenze siano facilmente reperibili dappertutto, che le persone non siano cosi’ strategicamente importanti. E quel “qualcuno” si sbaglia . E di grosso.

Ho dovuto affrontare in quest’anno diverse delusioni e la cosa che fa piu’ male è proprio l’ingratitudine di chi, pur avendo ricevuto molto, non se ne rende conto e ti chiude la porta in faccia per poco.

Come reagire ? Sarebbe facile, come fanno tutti o quasi, pensare di indurire il proprio cuore e comportarsi in modo analogo con gli altri.
MA io non posso farlo. Non devo. Ma soprattutto NON VOGLIO.

” A new quality vision” è ora un libro !!!

5 ottobre 2017

E’ un’emozione molto forte per me poter presentare il mio primo libro (…perchè pare che ce ne saranno altri!).
Ma i libri sono un po’ come dei figli e il primo figlio …Bhe!!! E’ davvero forte.
Il libro nasce dal corso “A new quality vision” , un corso per imprendidoti, dirigenti , responsabili qualità che , partendo da concetti di buona gestione aziendale (suggeriti dalla nuova edizione delle iso 9001) connsete di applicare metodi EFFICACI sia per implementare la Qualità in azienda,ma SOPRATTUTTO per fare in modo che l’Azienda funzioni davvero, in modo efficace ed efficiente !
Il libro è piccolo, leggero. veloce da leggere anche perchè ho scelto di farlo breve e semplice , con poche pagine !
Uno strumento che può essere acquisito velocissimamente per poter trovare applicazione in modo altrettanto rapido !
Il libro lo potete trovare , su ordinazione ,in tutte le librerie su ordinazione :
RUGGERO ROMANO ” A NEW QUALITY VISION” BONOMO EDITORE BOLOGNA 2017 ISBN 9788869720581
oppure potete acquistare la versione in ebook
I link per l’acquisto sono i seguenti
versione cartacea
versione ebook

Prima edizione di “A new quality vision” , il libro !

Ischia : terremoto e qualità

23 agosto 2017

Siamo vicini alla gente di Ischia in questo drammatico momento.

Gli esperti interpellati in merito ai crolli che si sono verificati in seguito al terremoto dei giorni scorsi a Ischia hanno individuato nella scarsa qualità dei materiali di costruzione la causa principale della distruzione catastrofica degli edifici collassati.
Niente di piu’ probabile .
Viene da chiedersi “perché utilizzare materiali di scarsa qualità nella costruzione di case ?”
Le ragioni sono molteplici anche se , ovviamente , riconducibili ad un motivo unico : riduzione dei costi .
(Eventuali implicazioni e connessioni di tipo criminale possono esserci,ma , al momento, preferisco restare sulle motivazioni piu’ ovvie e semplici).
Risparmiare sui materiali vuol dire poter offrire il prodotto ad un prezzo piu’ competitivo oppure avere un guadagno maggiore.
Il confine fra malafede e incoscienza è davvero labile in questi casi.
Un costruttore dovrebbe avere si’ una serie di opzioni che possano spaziare come costi da un prezzo per il cliente piu’ basso ad uno piu’ alto, considerando le prestazioni …ma non si dovrebbe mai scendere a livelli che possono compromettere la sicurezza o il rispetto di criteri di progettazione “sani e consolidati”.
Perché allora avvengono queste cose ?
La competitivtà a livello di mercato è sempre piu’ agguerrita e spesso per poter “prendere il lavoro” si deve avere un prezzo basso …il piu’ basso.
E quindi si deve “risparmiare” sulla Qualità : Qualità dei materiali, Qualità dei progetti, Qualità delle metodologie di costruzione., Qualità delle competenze dei lavoratori…
Quasi sempre la perdita di Qualità equivale ad una perdita di sicurezza , sia in ambito di sicurezza del lavoro che di sicurezza del manufatto realizzato.
Purtroppo oggi abbiamo la piu’ chiara e drammatica speigazione del concetto di Qualità : la mancanza di Qualità può portare alla morte di innocenti.
Questo per cercare di spiegare a tutti , specialmente a imprenditori e dirigenti di aziende che vedono la Qualità come una inutile forma di burocrazia , quanto invece è concreta la Qualità.
Uno dei settori industriali in cui la Qualità è più importante è quello dell’automotive : ci pensate che cosa potrebbe accadere se una pastiglia freni fosse costruita con materiale di bassa qualità ? se una centralina elettronica non fosse validata con un piano di prove accurato e sistematico ? se non ci fossero precise specifiche relativamente alla mescoal dei pneumatici ?
Salireste a bordo di una macchina se aveste la consapevolezza che quel veicolo non è stato progettato con calcoli con coefficienti di sicurezza dettati dalle norme tecniche di settore ?
Mettereste vostro figli o su un seggiolino acquistato pe rpoco prezzo al mercatino dlele pulci e privo dei marchi di verifica e di sicurezza deglli enti di accreditamento per la sicurezza del prodotto ? Ecco perchè nell’automotive la Qualità non è assolutamente trascurabile.
Anche nel settore dell’edilizia esiste la certificazione di qualità delle aziende e la certificazione dei materiali …nonostante ciò si continua ad utilizzare prodotto scadente, manodopera non qualificata , progettazione svolta da personale non abilitato.
La reazione in questi casi è sempre fatta da due elementi :
1- Imposizione di nuove norme
2- Inasprimento delle pene in caso di violazione
In molti casi si invocano anche controlli piu’ estesi e più severi …
Il risultato è quello che spesso la legislazione si arricchisce di nuove leggi e decreti che rendono ancora più complessa e pesante la conformità , con aggravi che spesso riguardano la parte burocratica dei processi : in pratica il costruttore o l’imprenditore devono fornire agli enti pubblici di verifica e controllo , ingenti quantità di documentazione, devono richiedere numerose autorizzazioni e permessi, devono sostenere l’onere della conformità e rispetto di tutti i requisti di legge.
Ovviamente questi appesantimenti gravano sulle imprese oneste che vogliono essere conformi alla legge e che quindi risultano essere penalizzate rispetto a quello con meno scrupoli che, anche in virtù di un loro approccio più “disinvolto” alla Legge, risultano essere anche alleggerite di oneri economici e pososno quindi praticare prezzi piu’ bassi.
Ovviamente questa disinvoltura riguarda anche gli oneri relativi alal sicurezza del lavoro …con evidenti e logiche conseguenze.
In tutto questo scenario gli organi di controllo (uffici tecnici di comuni e regiono, asl, vigili del fuoco…) finiscono per essere “vittime e carnefici” allo steso tempo , dovendo effettuare verifichee controlli in quantità inostenibile rispetto alle scarse risorse umane e materiali a disposizione e potendo effettuare tali controlli quasi sempre su imprese che sono “visibili” e quindi , sper forza di cose , già legalmente allineate: non si spiega altrimenti come mai numerose imprese irregolari possano esistere e svolgere le loro attività.
L’imprenditore , che è anche cittadino, specie se onesto , si snete vessato, comincia a perdere fiducia sia nelle istituzioni che nelle metodologie e quindi perde la fiducia in tutte quelle attività che potrebbere/ dovrebebro dargli sicurezza, affidabilità ed un reale vantaggio competitivo.
Ecco allora che il Decreto 81 diventa solo un fastidioso balzello da pagare sotto forma di acquisto di DPI e procedure , che la formazione per la sicurezza diventa un mero costo senza nessun ritorno di investimento, che la selezione di materiali certificati diventa un lusso insostenibile e la certificazioen di Qualità un bollino “blu” privo di reale valore e che non garantisce alcuna competività di mercato.
Naturalmente non è cosi’.
Perché poi quando non si lavora in qualità e sicurezza …ci scappa il morto !
E una lapide al cimitero è qualcosa che pesa parecchio e dovrebbe pesare come un macigno sulle coscienze di chi ha fatto scelte …disinvolte.
Abbiamo tutti una parte di responsabilità.

Lo Stato, che non incentiva imprenditori e aziende a comportamenti virtuosi attraverso reali e congrui incentivi economici e sgravi fiscali realmente utili. In verità ci sono possibilità di finanziamento o sconto (vedi premi INAIL sulla sicurezza) , ma l’iter burocratico per ottenerli è disencentivante e un po demotivante ( e parlo per esperienza diretta); meglio sorvolare sui sistemi di accesso a fondi con click day che assomigliano più a concorsi a premi che non a sistemi di incentivazione innovativa …

Le aziende, che troppo spesso antepongono obiettivi a brevissimo termine a sistemi di consolidamento e acquisizione di competenza : la visione e l’analisi degli stessi aspetti economici è spesso molto miope e si tende a dequalificare e de prezzare il proprio lavoro proprio puntando sui costi ; tali soluzioni sono foriere di risultati di livello basso , di una comepetitività spinta solo e soltanto sul prezzo e quindi , nel medio termine , non può che portare al fallimento. Ovviamente anche la manopera a prezzo basso , spesso è manodopera di basso livello qualitativo sia come capacità che come senso di responsabilità…oppure è semplicemente sfruttamento ,ed anche questo è inaccettabile.

I clienti, che tendono a perseguire la logica del prezzo basso, ma legata ad una pigrizia di non volersi informare sui contenuti e significati dei marchidi qualità e CE per i prodotti (inclusi quelli da costruzione): spesso dietro un prezzo basso si nascondono anche veri e propri reati come lo sfruttamento di manodopera in nero e quindi assolutamente non qualificata ne’ informata ne’ formata.
Quando paghiamo per un lavoro di qualità, per una certificazione o per una qualifica professionale, stiamo investendo in affidabilità di prodotto/servizio/ manufatto e stiamo combattendo anche le forme di lavoro irregolare , gli appalti corrotti, lo sfruttamento della manodopera.
La differenza è tutta qui.
Nel comprendere che la Qualità è una cosa concreta e ch ele scartoffie che si fanno , le procedure, i controlli e le registrazioni servono a garantire che , nel tempo , il prodotto / servizio sia ocnforme ai requisiti e mantenga la sua prestazione.
Quindi non veniteci a dire che la Qualità è solo carta : la Qualità è cemento, ferro , pietra, acciaio.

I numeri e la Boldrini

24 luglio 2017

Tranquilli ! Non voglio lanciarmi in una polemica contro l’on. Boldrini , l’attuale presidente della Camera.
Ma un video (di cui vi metto il link in fondo all’articolo) mi ha fatto riflettere parecchio su come le statistiche , i numeri, che dovrebbero essere dati oggettivi, spesso vengono interpretati con eccessivo semplicismo, quasi con superficialità.
A parte una capacità di comunicazione efficace decisamente migliorabile (attribuir el’ignoranza agli italiani su informazioni che forse dovrebbero essere divulgate e diffuse proprio dal Governo e dal parlamento…) , l’on. Boldrini mi sembra un po’ superficiale nell’analisi dei dati , quando riferisce che , di fronte ad una presenza di immigrati percepita dalla popolazione italiana intorno al 30% , il dato reale risulta essere dell’8%. In modo analogo viene trattato il dato sulla presenza di musulmani : 4% a fronte di una percezione popolare del 20%.
La presidente Boldrini ovviamente cita dati verificati, ma temo non si sia posta una domanda. Perchè questa differenza cosi’ grande fra i dati reali e quelli “emozionali” ? Possibile che sia solo colpa dell’ignoranza degli italiani ?
In realtà forse il dato è stato analizzato solo su base generale , dimenticando che la distribuzione di quell’8% confrontato rispetto a tutta la popolazione ben difficilmente sarà una distribuzione omogenea.
Intendo dire che potrebbe essere che quell’8% di extracomunitari sia maggiormente concentrato in zone industriali o regioni piu’ industrializzate dove maggiore potrebbe essere la possibilità di trovare un impiego.
Quindi , magari nella zona di Milano o delle grandi città del nord quell’8% è presente in percentuale maggiore rispetto ad una distribuzione omogenea. Cerco di chiarire il concetto: se tutti gli extracomunitari che come numero costituiscono l’8% dell’intera popolazione , si concentrassero nell’interland milanese , la loro presenza , rispetto all’area geografica di presenza sarebbe sicuramente percepita e sentita come ben più elevata di quanto il dato statistico generale sembrerebbe dimostrare.
Ecco quindi l’ispirazione per una riflessione: i numeeri devono essere letti con oggettività e attenzione, calandoli nel contesto della rilevazione e del loro utilizzo.
E’ il solito problema della statistica, secondo il quale un uomo che abbia la testa in un forno e i piedi nel frigorifero , MEDIAMENTE è soggetto ad una temperatura ideale !
E questo è l’errore di comunicazione della presidente Boldrini : quello di arrivare ad una deduzione “logica” inappuntabile : gli italiani sono ignoranti in fatto di fenomeno dell’immigrazione.
O forse no . O forse succede che sia la presidente Boldrini che, non vivendo in certe aree o zone geografiche , non percepisce la presenza di extracomunitari in termini di reale “sensazione”.
Reecentemente sono stato a Torino e sono passato per un quartiere nel quale non ho potuto fare a meno di notare una presenza , nelle strade, di moltissime persone di colore , in numero pari ,se non adirittura maggiore di persone con aspetti somatici piu’ italiani.
Una percezione come la mia non fa sicuramente testo,ma potrebbe far riflettere nell’analisi dei numeri. Forse gli abitanti di QUEL quartiere a Torino hanno una sensazione di presneza di immigrati ben piu’ alta dell’8%..ma non per loro ignoranza.

Questo capita spesso anche nelle aziende , quando si analizzano i risultati dei monitoraggi degli indicatori di performance o di qualità.
Spesso l’interpretazione dei dati statistici non è completamente oggettiva o l’analisi non è adeguatamente rigorosa e analitica. Un esempio tipico è la valutazione sulle non conformità di processo .
Spesso vengono sottostimate quelle che sono state recuperate attraverso una rilavorazione di costo contenuto, ma non si valuta l’impatto a livello di impatto sui tempi di consegna .
Mi capito’ una volta di notare che all’esterno di uno stabilimento c’erano molti bidoni pieni di pezzi scarto metallici: il numero di non conformità segnalate a livello di processo risultave pero’ abbastanza basso … Cosa era accaduto ? In pratica l’azienda non controllava a che livello produttivo si generala lo scarto e si limitava ada nnotare le tonnellate di materiale rottamato come se fosse materiale non lavorato . In tal modo si perdeva di vista il costo di rilavorazione ..che era davevro ingente.
In sostanza c’e’ra si’ una “comunicazione” decisamente poco trasparente verso la Direzione,ma anche una lettura di solo alcuni indicatori…quelli che davano risultati “più belli” .
Ecco perchè occorre sempre analizzare i numeri,ma anche il contesto in cui si generano.
E occorre farlo con onestà e un po’ di senso critico , per non rischiare di arrivare a conclusioni troppo facili e banali ,ma magari , non sempre reali .

Rider Studio Tecnico – Ing. Ruggero Romano

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