Rider Studio Tecnico – Ing. Ruggero Romano

Servizi di Consulenza Direzionale per la Qualità, l'Organizzazione Aziendale, la Sicurezza e l'Ambiente

” A new quality vision” è ora un libro !!!

5 ottobre 2017

E’ un’emozione molto forte per me poter presentare il mio primo libro (…perchè pare che ce ne saranno altri!).
Ma i libri sono un po’ come dei figli e il primo figlio …Bhe!!! E’ davvero forte.
Il libro nasce dal corso “A new quality vision” , un corso per imprendidoti, dirigenti , responsabili qualità che , partendo da concetti di buona gestione aziendale (suggeriti dalla nuova edizione delle iso 9001) connsete di applicare metodi EFFICACI sia per implementare la Qualità in azienda,ma SOPRATTUTTO per fare in modo che l’Azienda funzioni davvero, in modo efficace ed efficiente !
Il libro è piccolo, leggero. veloce da leggere anche perchè ho scelto di farlo breve e semplice , con poche pagine !
Uno strumento che può essere acquisito velocissimamente per poter trovare applicazione in modo altrettanto rapido !
Il libro lo potete trovare , su ordinazione ,in tutte le librerie su ordinazione :
RUGGERO ROMANO ” A NEW QUALITY VISION” BONOMO EDITORE BOLOGNA 2017 ISBN 9788869720581
oppure potete acquistare la versione in ebook
I link per l’acquisto sono i seguenti
versione cartacea
versione ebook

Prima edizione di “A new quality vision” , il libro !

Ischia : terremoto e qualità

23 agosto 2017

Siamo vicini alla gente di Ischia in questo drammatico momento.

Gli esperti interpellati in merito ai crolli che si sono verificati in seguito al terremoto dei giorni scorsi a Ischia hanno individuato nella scarsa qualità dei materiali di costruzione la causa principale della distruzione catastrofica degli edifici collassati.
Niente di piu’ probabile .
Viene da chiedersi “perché utilizzare materiali di scarsa qualità nella costruzione di case ?”
Le ragioni sono molteplici anche se , ovviamente , riconducibili ad un motivo unico : riduzione dei costi .
(Eventuali implicazioni e connessioni di tipo criminale possono esserci,ma , al momento, preferisco restare sulle motivazioni piu’ ovvie e semplici).
Risparmiare sui materiali vuol dire poter offrire il prodotto ad un prezzo piu’ competitivo oppure avere un guadagno maggiore.
Il confine fra malafede e incoscienza è davvero labile in questi casi.
Un costruttore dovrebbe avere si’ una serie di opzioni che possano spaziare come costi da un prezzo per il cliente piu’ basso ad uno piu’ alto, considerando le prestazioni …ma non si dovrebbe mai scendere a livelli che possono compromettere la sicurezza o il rispetto di criteri di progettazione “sani e consolidati”.
Perché allora avvengono queste cose ?
La competitivtà a livello di mercato è sempre piu’ agguerrita e spesso per poter “prendere il lavoro” si deve avere un prezzo basso …il piu’ basso.
E quindi si deve “risparmiare” sulla Qualità : Qualità dei materiali, Qualità dei progetti, Qualità delle metodologie di costruzione., Qualità delle competenze dei lavoratori…
Quasi sempre la perdita di Qualità equivale ad una perdita di sicurezza , sia in ambito di sicurezza del lavoro che di sicurezza del manufatto realizzato.
Purtroppo oggi abbiamo la piu’ chiara e drammatica speigazione del concetto di Qualità : la mancanza di Qualità può portare alla morte di innocenti.
Questo per cercare di spiegare a tutti , specialmente a imprenditori e dirigenti di aziende che vedono la Qualità come una inutile forma di burocrazia , quanto invece è concreta la Qualità.
Uno dei settori industriali in cui la Qualità è più importante è quello dell’automotive : ci pensate che cosa potrebbe accadere se una pastiglia freni fosse costruita con materiale di bassa qualità ? se una centralina elettronica non fosse validata con un piano di prove accurato e sistematico ? se non ci fossero precise specifiche relativamente alla mescoal dei pneumatici ?
Salireste a bordo di una macchina se aveste la consapevolezza che quel veicolo non è stato progettato con calcoli con coefficienti di sicurezza dettati dalle norme tecniche di settore ?
Mettereste vostro figli o su un seggiolino acquistato pe rpoco prezzo al mercatino dlele pulci e privo dei marchi di verifica e di sicurezza deglli enti di accreditamento per la sicurezza del prodotto ? Ecco perchè nell’automotive la Qualità non è assolutamente trascurabile.
Anche nel settore dell’edilizia esiste la certificazione di qualità delle aziende e la certificazione dei materiali …nonostante ciò si continua ad utilizzare prodotto scadente, manodopera non qualificata , progettazione svolta da personale non abilitato.
La reazione in questi casi è sempre fatta da due elementi :
1- Imposizione di nuove norme
2- Inasprimento delle pene in caso di violazione
In molti casi si invocano anche controlli piu’ estesi e più severi …
Il risultato è quello che spesso la legislazione si arricchisce di nuove leggi e decreti che rendono ancora più complessa e pesante la conformità , con aggravi che spesso riguardano la parte burocratica dei processi : in pratica il costruttore o l’imprenditore devono fornire agli enti pubblici di verifica e controllo , ingenti quantità di documentazione, devono richiedere numerose autorizzazioni e permessi, devono sostenere l’onere della conformità e rispetto di tutti i requisti di legge.
Ovviamente questi appesantimenti gravano sulle imprese oneste che vogliono essere conformi alla legge e che quindi risultano essere penalizzate rispetto a quello con meno scrupoli che, anche in virtù di un loro approccio più “disinvolto” alla Legge, risultano essere anche alleggerite di oneri economici e pososno quindi praticare prezzi piu’ bassi.
Ovviamente questa disinvoltura riguarda anche gli oneri relativi alal sicurezza del lavoro …con evidenti e logiche conseguenze.
In tutto questo scenario gli organi di controllo (uffici tecnici di comuni e regiono, asl, vigili del fuoco…) finiscono per essere “vittime e carnefici” allo steso tempo , dovendo effettuare verifichee controlli in quantità inostenibile rispetto alle scarse risorse umane e materiali a disposizione e potendo effettuare tali controlli quasi sempre su imprese che sono “visibili” e quindi , sper forza di cose , già legalmente allineate: non si spiega altrimenti come mai numerose imprese irregolari possano esistere e svolgere le loro attività.
L’imprenditore , che è anche cittadino, specie se onesto , si snete vessato, comincia a perdere fiducia sia nelle istituzioni che nelle metodologie e quindi perde la fiducia in tutte quelle attività che potrebbere/ dovrebebro dargli sicurezza, affidabilità ed un reale vantaggio competitivo.
Ecco allora che il Decreto 81 diventa solo un fastidioso balzello da pagare sotto forma di acquisto di DPI e procedure , che la formazione per la sicurezza diventa un mero costo senza nessun ritorno di investimento, che la selezione di materiali certificati diventa un lusso insostenibile e la certificazioen di Qualità un bollino “blu” privo di reale valore e che non garantisce alcuna competività di mercato.
Naturalmente non è cosi’.
Perché poi quando non si lavora in qualità e sicurezza …ci scappa il morto !
E una lapide al cimitero è qualcosa che pesa parecchio e dovrebbe pesare come un macigno sulle coscienze di chi ha fatto scelte …disinvolte.
Abbiamo tutti una parte di responsabilità.

Lo Stato, che non incentiva imprenditori e aziende a comportamenti virtuosi attraverso reali e congrui incentivi economici e sgravi fiscali realmente utili. In verità ci sono possibilità di finanziamento o sconto (vedi premi INAIL sulla sicurezza) , ma l’iter burocratico per ottenerli è disencentivante e un po demotivante ( e parlo per esperienza diretta); meglio sorvolare sui sistemi di accesso a fondi con click day che assomigliano più a concorsi a premi che non a sistemi di incentivazione innovativa …

Le aziende, che troppo spesso antepongono obiettivi a brevissimo termine a sistemi di consolidamento e acquisizione di competenza : la visione e l’analisi degli stessi aspetti economici è spesso molto miope e si tende a dequalificare e de prezzare il proprio lavoro proprio puntando sui costi ; tali soluzioni sono foriere di risultati di livello basso , di una comepetitività spinta solo e soltanto sul prezzo e quindi , nel medio termine , non può che portare al fallimento. Ovviamente anche la manopera a prezzo basso , spesso è manodopera di basso livello qualitativo sia come capacità che come senso di responsabilità…oppure è semplicemente sfruttamento ,ed anche questo è inaccettabile.

I clienti, che tendono a perseguire la logica del prezzo basso, ma legata ad una pigrizia di non volersi informare sui contenuti e significati dei marchidi qualità e CE per i prodotti (inclusi quelli da costruzione): spesso dietro un prezzo basso si nascondono anche veri e propri reati come lo sfruttamento di manodopera in nero e quindi assolutamente non qualificata ne’ informata ne’ formata.
Quando paghiamo per un lavoro di qualità, per una certificazione o per una qualifica professionale, stiamo investendo in affidabilità di prodotto/servizio/ manufatto e stiamo combattendo anche le forme di lavoro irregolare , gli appalti corrotti, lo sfruttamento della manodopera.
La differenza è tutta qui.
Nel comprendere che la Qualità è una cosa concreta e ch ele scartoffie che si fanno , le procedure, i controlli e le registrazioni servono a garantire che , nel tempo , il prodotto / servizio sia ocnforme ai requisiti e mantenga la sua prestazione.
Quindi non veniteci a dire che la Qualità è solo carta : la Qualità è cemento, ferro , pietra, acciaio.

I numeri e la Boldrini

24 luglio 2017

Tranquilli ! Non voglio lanciarmi in una polemica contro l’on. Boldrini , l’attuale presidente della Camera.
Ma un video (di cui vi metto il link in fondo all’articolo) mi ha fatto riflettere parecchio su come le statistiche , i numeri, che dovrebbero essere dati oggettivi, spesso vengono interpretati con eccessivo semplicismo, quasi con superficialità.
A parte una capacità di comunicazione efficace decisamente migliorabile (attribuir el’ignoranza agli italiani su informazioni che forse dovrebbero essere divulgate e diffuse proprio dal Governo e dal parlamento…) , l’on. Boldrini mi sembra un po’ superficiale nell’analisi dei dati , quando riferisce che , di fronte ad una presenza di immigrati percepita dalla popolazione italiana intorno al 30% , il dato reale risulta essere dell’8%. In modo analogo viene trattato il dato sulla presenza di musulmani : 4% a fronte di una percezione popolare del 20%.
La presidente Boldrini ovviamente cita dati verificati, ma temo non si sia posta una domanda. Perchè questa differenza cosi’ grande fra i dati reali e quelli “emozionali” ? Possibile che sia solo colpa dell’ignoranza degli italiani ?
In realtà forse il dato è stato analizzato solo su base generale , dimenticando che la distribuzione di quell’8% confrontato rispetto a tutta la popolazione ben difficilmente sarà una distribuzione omogenea.
Intendo dire che potrebbe essere che quell’8% di extracomunitari sia maggiormente concentrato in zone industriali o regioni piu’ industrializzate dove maggiore potrebbe essere la possibilità di trovare un impiego.
Quindi , magari nella zona di Milano o delle grandi città del nord quell’8% è presente in percentuale maggiore rispetto ad una distribuzione omogenea. Cerco di chiarire il concetto: se tutti gli extracomunitari che come numero costituiscono l’8% dell’intera popolazione , si concentrassero nell’interland milanese , la loro presenza , rispetto all’area geografica di presenza sarebbe sicuramente percepita e sentita come ben più elevata di quanto il dato statistico generale sembrerebbe dimostrare.
Ecco quindi l’ispirazione per una riflessione: i numeeri devono essere letti con oggettività e attenzione, calandoli nel contesto della rilevazione e del loro utilizzo.
E’ il solito problema della statistica, secondo il quale un uomo che abbia la testa in un forno e i piedi nel frigorifero , MEDIAMENTE è soggetto ad una temperatura ideale !
E questo è l’errore di comunicazione della presidente Boldrini : quello di arrivare ad una deduzione “logica” inappuntabile : gli italiani sono ignoranti in fatto di fenomeno dell’immigrazione.
O forse no . O forse succede che sia la presidente Boldrini che, non vivendo in certe aree o zone geografiche , non percepisce la presenza di extracomunitari in termini di reale “sensazione”.
Reecentemente sono stato a Torino e sono passato per un quartiere nel quale non ho potuto fare a meno di notare una presenza , nelle strade, di moltissime persone di colore , in numero pari ,se non adirittura maggiore di persone con aspetti somatici piu’ italiani.
Una percezione come la mia non fa sicuramente testo,ma potrebbe far riflettere nell’analisi dei numeri. Forse gli abitanti di QUEL quartiere a Torino hanno una sensazione di presneza di immigrati ben piu’ alta dell’8%..ma non per loro ignoranza.

Questo capita spesso anche nelle aziende , quando si analizzano i risultati dei monitoraggi degli indicatori di performance o di qualità.
Spesso l’interpretazione dei dati statistici non è completamente oggettiva o l’analisi non è adeguatamente rigorosa e analitica. Un esempio tipico è la valutazione sulle non conformità di processo .
Spesso vengono sottostimate quelle che sono state recuperate attraverso una rilavorazione di costo contenuto, ma non si valuta l’impatto a livello di impatto sui tempi di consegna .
Mi capito’ una volta di notare che all’esterno di uno stabilimento c’erano molti bidoni pieni di pezzi scarto metallici: il numero di non conformità segnalate a livello di processo risultave pero’ abbastanza basso … Cosa era accaduto ? In pratica l’azienda non controllava a che livello produttivo si generala lo scarto e si limitava ada nnotare le tonnellate di materiale rottamato come se fosse materiale non lavorato . In tal modo si perdeva di vista il costo di rilavorazione ..che era davevro ingente.
In sostanza c’e’ra si’ una “comunicazione” decisamente poco trasparente verso la Direzione,ma anche una lettura di solo alcuni indicatori…quelli che davano risultati “più belli” .
Ecco perchè occorre sempre analizzare i numeri,ma anche il contesto in cui si generano.
E occorre farlo con onestà e un po’ di senso critico , per non rischiare di arrivare a conclusioni troppo facili e banali ,ma magari , non sempre reali .

BUONE VACANZE ….creative !!!

20 luglio 2017

Lo sapevate che al lavoro sfruttiamo la nostra mente in creatività meno del 15% delle sue potenzialità ?!?!
E la creatività serve anche a risolvere problemi, innovare , lanciare nuove idee….
Se un nostro collaboratore lavorasse al 15% delle sue potenzialità la cosa ci darebbe molto fastidio !!!
Eppure è quello che succede anche a noi per buona parte dell’anno .
Studi medici hanno invece dimostrato che la creatività è alimentata dal…riposo !

IL RIDER STUDIO TECNICO è in vacanza dalla prima alla terza settimana di agosto . BUONE FERIE


Insomma le vacanze , con il loro tempo dedicato al relax, alle chiacchiere , agli hobbies e al divertimento , sono il momento in cui vengono le idee buone, i colpi di genio, le …”mandrakate” !!! (Andate a vedervi ” Febbre da cavallo” e capirete …)
Le nuove strategie vincenti, le idee innovative, le soluzioni brillanti nascono non quando siamo piu’ concentrati “sul problema” ,ma quando facciamo altro e ci rilassiamo, magari al pub con gli amici , a casa, in spiaggia!!!
Ecco perchè il mio consiglio per le prossime vacanze è uno solo : R I P O S A T E V I !!!
Lasciate che le idee arrivino , leggere, potenti, geniali !!!
E non barate !!!
Non continuate a collegarvi alla mail dell’ufficio per restare in contatto , non ostinatevi a mandare e leggere sms ai vostri collaboratori che sono in azienda , non portatevi il business plan da fare sul tablet in spiaggia !
Respirate , dormite , mangiate , divertitevi …ci sarà tempo per il lavoro e magari sarà un lavoro proficuo se, sotto l’ombrellone o nel dormiveglia del pisolino pomeridiano , si affaccerà alla mente l’IDEA !!!
Lasciate che la creatività si liberi !!!
Basta solo …riposarsi !!!

BUONE VACANZE !!! Lo Studio va in ferie dal 1 agosto .
Resta contattatibile via cellulare e via mail per fissare appuntamenti dalla fine di agosto in avanti !

La Ferrari in garage

10 luglio 2017

“…L’apprendimento non avviene spontaneamente . L’apprendimento deve essere gestito .Ricordate chel a velocità di un’azienda non è determinata da chi corre piu’ forte, di più bravi ,ma da chi è più lento , dai meno dotati. I leader dovrebbero assicurare il continuo trasferimento di conoscenze abbattendo gli steccati che dividono un settore aziendale dall’altro ….
… Tuttavia creare un ‘ organizzazione in grado diapprendere non è sufficiente. I clienti non pagano le aziende –neanche le università a dire il vero- per la loro capacità di apprendimento . Aprono il loro portafogli per strutture che insegnano. Per questo motivo , in un mondo dove tutto accade in tempo reale, è necessario dimunuire il tempo che trascorre dal momento dell’intuizione al momento dell’out put – – << Principale vantaggio competitivo delle aziende è saper tradurre rapidamente le conoscenze acquisite in azioni concrete >> dice Jack Welch della GE . “

Queste parole sono tratte dal libro “Funky Business “ di Jonas Ridderstråle e Kjell Nordström ,due geniali economisti svedesi che , con preveggente intuizione scrissero questo testo nel 1999 !!!
Farete fatica a trovarlo anche se esiste una edizione italiana della Fazi editore ma ve lo consiglio : la ricerca ne vale davvero la pena!

Puoi avere anche una Ferrari in garage ..se non sai come si mette la retromarcia non ci vai da nessuna parte !


La cosa sconvolgente è che quanto riportato è assolutamente vero, eppure,almeno in Italia , assolutamente incompreso e inapplicato.
Gli aspetti di formazione, l’imparare ad imparare e soprattutto a trasformare la conoscenza in azione , sono ben lungi dall’essere applicati.
Le ricerche di personale sono volte a individuare persone con profili professionali brillanti,ma poi non si vuole pagare e si ricorre a profili decisamente meno formati che , ovviamnete, finiscono per rallentare l’azienda anziché imprimerle velocità.
Il risultato è che si continua a “ fare la produzione” con gli stessi concetti della PRIMA rivoluzione industriale, quando la manodopera era poco di piu’ che forza motrice …
Patetico .
E ridicolo .
Perché troppe aziende pensano di poter uscire dalla crisi acquisendo ordini a prezzi risicatissimi e producendo a costi bassi . Innovazione ??? ZERO !
Vantaggiocompetitivo ??? ZERO ASSOLUTO !!!

Il tessuto economico italiano basato in gran parte sulla piccola e media azienda non riesce a risollevarsi perché non investe in cultura e formazione.
In momenti di paura (non di crisi ,attenzione, ma solo di paura …) i primi costi che vengono tagliati sono quelli di formazione , consulenza e qualità.
Praticamente come se ad un malato si togliessero le medicine per poter fare “saving” !
Le piccole aziende italiane scelgono , più o meno consapevolmente , di rimanere piccole …anche di testa .
Nei rari casi in cui sono stati fatti innesti di talenti e di esperti, di giovani usciti dalle università, spesso questi talenti vengono lasciati marcire in mansioni di routine che non hanno nulla di innovativo e di creativo e , dopo poco , o vengono dismessi o se ne vanno .
Sono molto rattristato e demotivato dall’assistere a testimonianze continue di questo tipo.
E poi ci si riempie la bocca parlando di Industry 4.0 senza rendersi conto che per gestire questa nuova rivoluzione industriale occorreranno risorse preparate non solo nel guidare queste nuove meravigliose macchine ,ma soprattutto con le competenze strategiche per indirizzarle verso le nuove mete .
Quello che sto vedendo si potrebbe visualizzare metaforicamente come un signore che si compra una Ferrari ; alla consegna gliela parcheggiano in garage col muso rivolto alla parete . E questo signore non sa come si mette la retromarcia , non puo’ uscire dal garage , spinge sul gas a mille per far rombare il suo motore ma continua a spingere con il muso contro il muro.
Ed è convinto di avere un mezzo innovativo, potente, efficace …ma non ha nessuno che gli insegna a mettere la retro per uscire dal garage .
Il “bello” è che c’è tanta voglia di cambiare e di cambiamento .
Ma per cambiare bisogna modificare il proprio modo di pensare , fare scelte che non si è mai fatto , lasciarsi guidare e avere il coraggio di fidarsi di chi ha esperienze (plurale) , competenze (plurale) , conoscenze (plurale) e studi (plurale) alle spalle.
E invece si sente dire “è sempre andata bene cosi’” .
E la cosa tragica è che te lo dicono quelli che , guardando indietro, guardando a “come è andata bene ieri” non si accorgono di aver già fatto il passo nel baratro !
Non fate questo errore .
E per cambiare apprendete e diffondete l’apprendimento , tarsformando il sapere e la conoscenza in azioni !
Non ci sono altre strade .
Per iniziare un grande viaggio in avanti…si deve partire mettendo la retromarcia per uscire dal garage: paradossal e vero ?!?!

“Prendi le redini della tua vita” : fissate le date e location . 14 e 21 Luglio a Granarolo -Bologna

22 giugno 2017

L’evento di coaching estivo “Prendi le redini della tua vita” è stato fissato.
Due date: 14 e 21 luglio, sotto le stelle , dalle 21 a mezzanotte !
Saremo alla SCUDERIA del FIBBIA Via G. Marconi 26 • Granarolo dell’Emilia BOLOGNA.
la location è facilmente raggiungibile in quanto si trova sulla trasversale di pianura a 3 km dall’uscita autostradale di BOLOGNA Interporto

L’evento è gratuito , per tutti ! E’ il mio regalo per questa estate 2017 per tutti quelli che vorranno esserci!
(sotto la locandina dell’evento)
la pagina dedciata è raggiungibile dal menu’ laterale !
Vi aspetto !!!!

redini coach

Un nuovo eccezionale evento estivo :”Prendi le redini della tua vita”

15 giugno 2017

La storia di questo evento nasce dalla richiesta di alcuni cari amici:
“Perchè non fai un corso per noi ?” mi hanno chiesto …
“Su che cosa ?”
“Tu fai consulenza alle aziende ,a manager , ad un sacco di gente a cui insegni gli strumenti e i modi pre raggiungere obiettivi e risultati …ma anche noi abbiamo i nostri obiettivi ..e spesso i risultati non arrivano. Perchè non provi a fare un corso così …che possiamo seguire e capire…facile…breve… ma intenso !”

Insomma una gran bella sfida !
Un corso che …non è un corso , ma forse è più un’esperienza !
Confesso che mi sono ispirato ai miei mentori in fatto di formazione , gente che fa questo lavoro di coaching ad altissimo livello professionale e dai quali sono stato per apprendere qualcosa , quanto più possibile ed utile per la mia professione di Company Coach e Consulente …
Mi sono ispirato a Roberto Re ,Julio Velasco, Roberto Cerè per raccontare la mia esperienza nei loro corsi di formazione e condividerla al mio umile livello . Un’esperienza che la mia vta l’ha davvero cambiata (e in meglio !)
Così mi sono rimboccato le macchine e ho preparato queste “chiacchierate al chiaro di luna”: ci ho messo passione e amore e credo di aver trovato una formula giusta !

Tutti i Valori più importanti nella vita non hanno un prezzo e non si possono comprare : l’Amore, la Lealtà, l’Amicizia …Per questo motivo il corso, che in realtà sarà fatto da due (…o forse tre) chiacchierate serali sotto le stelle estive sarà completamente gratuito e potrete portare chi volete.
Nessun limite di età , nessuan restrizione.
Chi avrà voglia di prendere in mano le redini della propria vita potrà venire !
Nel menu’ del sito c’e’ il link alla pagina nella quale verranno inserite le date (serate di venerdi a luglio) e la location …. che sarà in linea con il titolo probabilmente.
Restate sintonizzati …a brevissimo maggiori dettagli e informazioni !!!

Rider Studio Tecnico – Ing. Ruggero Romano

Rider Studio Tecnico – Ing. Ruggero Romano

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